Caso danni da fauna selvatica, monta la protesta. L’ARA non ci sarà

Print Friendly, PDF & Email

A Foggia tavolo di concertazione Parco Nazionale del Gargano-Coldiretti. Costanzucci: «Dialogo con le associazioni di categoria per lenire perdite allevatori»

“C’è un dialogo aperto con le associazioni di categoria (CIA, Coldiretti) con ognuno delle quali, in base alle proprie competenze, si sta lavorando a soluzioni tecniche che possano chiarire le dimensioni del fenomeno e sostenere adeguatamente le perdite degli allevatori”.

Claudio Costanzucci, vicepresidente dell’ente Parco (guida l’esecutivo insieme all’assessore Pasquale Coccia) reduce dall’incontro con la Coldiretti a Foggia (ne aveva già avuto un altro, precedente, con la CIA, presso la sede dell’ente Parco a Monte Sant’Angelo) fa il punto della situazione in ordine alla spinosa questione dei danni da fauna selvatica, ma soprattutto in vista dell’annunciata manifestazione, organizzata da un movimento politico, di protesta degli allevatori (esasperati per la perdita di capi di bestiame a causa degli attacchi dei lupi e cinghiali) in programma venerdì 8 marzo presso la sede dell’area protetta di via Sant’Antonio Abate della città montanara.

Sul Gargano, come è noto, da tempo è scoppiata l’emergenza animali selvatici. Gli allevatori si sentono braccati dagli attacchi di lupi, cinghiali, storni e cormorani e sono alla ricerca di un capro espiatorio per scaricare su di esso tutta la rabbia accumulata a causa di una crisi che però arriva da lontano ed investe tutta Europa. Ieri l’altro a Foggia presso la sede provinciale della Coldiretti è andato in onda un effervescente tavolo di concertazione in merito ai danni da fauna dell’area Parco, nel quale è emerso tutto il rancore dei pastori, incavolati dalle perdite di capi di bestiame a causa degli attacchi di lupi e cinghiali “la cui presenza si è fatta – hanno rimarcato – sempre più devastante, ingombrante e quindi pericolosa”.

Si è sostenuto che negli ultimi mesi il fenomeno si è acuito soprattutto nell’area protetta che conta oltre il 50% delle denunce regionali. “Urge subito un piano di controllo sugli animali selvatici” ha suggerito il presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo. “Noi siamo disponibili ad individuare insieme ai pastori e alle associazioni – è stata la spiegazione di Claudio Costanzucci, vicepresidente ente Parco nazionale del Gargano, presente all’incontro – tutte le soluzioni possibili per lenire le sofferenze del settore. Ma non si possono addossare tutte le responsabilità su di noi. Sembra che tutti questi animali selvatici siano stati rilasciati dal Parco. Non è così. Abbiamo modificato il regolamento per aiutare gli allevatori con gli indennizzi che comprendono anche il costo della certificazione medica, oltre ad inserire anche il costo dello smaltimento della carcassa. Ma per fare questo il ministero deve aumentare le risorse e approvarci il nuovo regolamento”.

Va anche detto che per gli allevatori garganici la crisi è sì nera, ma viene da lontano. I danni da predazioni da lupo sono infatti solo la punta di un iceberg fatto di un pregresso che vede prodotti (agnelli, vitelli e latte e lana) ormai senza mercato e assurdi rincari di mangimi negli ultimi anni. Tutti elementi che stanno mettendo in ginocchio l’intero settore zootecnico. I danni da fauna selvatica rappresentano solo la botta finale su un settore già stremato. Il Parco ha assicurato tutta la propria vicinanza e collaborazione agli allevatori nelle battaglie da portare avanti in sede regionale, nazionale e comunitario.

Il prossimo 8 marzo alla manifestazione di protesta – che si spera sia pacifica- mancherà però l’ARA, associazione regionale allevatori di Puglia, perché non invitata (che stranezza, però). A rivelarlo è lo stesso presidente Giorgio Donnini, che ha parlato di iniziativa non certo appropriata per mettere in evidenza i reali problemi del settore. Anzi… Per Donnini non tocca al Parco risolvere i problemi della pastorizia poiché trattasi di questioni politiche ed economiche di tutt’altra natura. Il presidente dell’ARA ha anche aggiunto di avere buoni rapporti con i vertici del Parco ed ha infine sottolineato come “l’ente abbia sempre mostrato un’attenzione particolare nei confronti degli allevatori”.

Francesco Trotta