Domenica la città di San Pio al voto dopo la caduta di Cascavilla

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Urne aperte dalle 7 alle 23 per 23mila elettori. Quattro gli aspiranti sindaci: Mangiacotti, Crisetti, Palladino e Cappucci

Domenica 26 maggio a San Giovanni Rotondo, in concomitanza con le elezioni per il Parlamento europeo, si vota anche per il rinnovo del consiglio comunale della città dopo l’interruzione anticipata della consiliatura dello scorso 14 febbraio quando nove membri dell’assise si dimisero contemporaneamente decretando lo scioglimento anticipato del massimo consesso cittadino e mandarono a casa l’ex sindaco Costanzo Cascavilla, dopo quasi tre anni di mandato (scattato nel giugno 2016).

Si vota il solo giorno di domenica 26 maggio 2019, dalle ore 07.00 alle ore 23.00.

Lo scrutinio delle elezioni europee inizierà subito dopo la chiusura della votazione, mentre lo spoglio delle schede per le elezioni comunali inizierà alle ore 14.00 di lunedì 27 maggio 2019. Essendo San Giovanni Rotondo un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti (ne conta circa 27mila) è previsto il ballottaggio nell’eventualità che al primo turno nessun candidato sindaco riesca ad intercettare il 50 per cento più uno dei voti. Al secondo turno gareggeranno i due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti.

Ai nastri di partenza sono in quattro: Giuseppe Mangiacotti (centrodestra, 5 liste di appoggio), Michele Crisetti (centrosinistra, tre liste di appoggio), Nunzia Palladino (grillini) e Roberto Cappucci (Rifondazione Comunista). Sindaco uscente è Costanzo Cascavilla che ha governato con una lista insalata (pezzi del centrodestra e pezzi del centrosinistra) dal giugno 2016 al febbraio 2019. Ventisei le sezioni elettorali dislocate tra i vari edifici scolastici della città a disposizione dei 23mila aventi diritto al voto (ma vanno a votare mediamente in 15mila). Sedici invece è il numero dei consiglieri da eleggere. L’elettore, nel primo turno di voto, può esprimere anche fino a due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere, ma di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Nei comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti è consentito il cosiddetto voto disgiunto.

Giuseppe Mangiacotti, “l’uomo da battere” mira a centrare, dopo dodici anni, il bis del fratello Salvatore (ricoprì l’incarico dal 2005 al 2007 quando fu azzoppato anticipatamente) per un record mai centrato prima da nessuno in città (due fratelli sindaci). Corre con 5 liste e ottanta candidati consiglieri comunali e promette di realizzare lo slogan che si è scelto ovvero “La città che vorrei” (il copyright è del nipotino).

Michele Crisetti invece invoca il voto nel segno della discontinuità – “è tempo che San Giovanni Rotondo sia governata da una classe amministrativa trasparente” – e gareggia con tre liste a supporto, ovvero 48 aspiranti membri dell’assise.

Roberto Cappucci di Rifondazione Comunista si propone come alternativa seria e valida – “questa volta l’alternativa c’è” – mentre Nunzia Palladino dei grillini chiede agli elettori il cambiamento.

In ballo c’è la guida della consiliatura 2019-2024.

Francesco Trotta