La celebrazione della Virgo Fidelis

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di Michele SCHIENA (socio benemerito)

Non tutti sanno che, sotto il nome di Virgo Fidelis, la vergine Maria è divenuta Patrona dell’Arma dei Carabinieri d’Italia, celebrata ogni anno dal 21 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve pontificio di Papa Pio XII. Il titolo era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell’Arma “Fedele nei secoli”.

Il valore della fedeltà, condensata nella frase “Sii fedele fino alla morte”, scelta dal libro dell’Apocalisse, costituisce il fondamento che regge l’imponente istituzione dell’Arma dei Carabinieri, divenendone essenza e stile di vita, posta alla base della formula del giuramento che ciascuno di noi, in servizio o in congedo, ha pronunciato all’inizio della propria carriera, indossando gli alamari, simbolo sacro di ogni carabiniere.

La felice intuizione del Presidente della sezione ANC “Gen. C.A: Dalla Chiesa” di San Marco in Lamis, sottotenente Avv. Antonio Nardella, ci ha portato, benemerite e soci, in un posto incantevole sia dal punto di vista religioso che artistico-architettonico, l’Abbazia di S. Leonardo in Siponto.

A pochi chilometri di distanza dalla città di Manfredonia, in mezzo al verde, si erge l’antica abbazia di San Leonardo, uno dei luoghi più sacri e caratteristici di tutto il territorio del Parco Nazionale del Gargano.

L’eremita Leonardo Noblanc era un gentiluomo francese in grande onore alla corte del re Clodoveo I e fu convertito al Cristianesimo da S. Remigio, celebre apostolo dei Francesi, e ne divenne discepolo.

La struttura di questo edificio religioso è antichissima e risale intorno all’anno mille, quando i canonici di S. Agostino lo fondarono come punto di ristoro e ricovero sia per i pellegrini che si recavano al Santuario di S. Michele Arcangelo sia per i cavalieri crociati che si imbarcavano per la Terra Santa.

Sulla facciata esterna si apre un portale tra i più belli del romanico pugliese, con decorazioni simili a quelle di S. Maria di Pulsano. L’interno, a tre navate, presenta nella volta il piccolo rosone che scandisce l’ingresso del sole nel cancro, il solstizio d’estate.

Nel 1261 il complesso fu affidato dal papa Alessandro IV ai Cavalieri Teutonici che ne fecero il centro della loro attività in Puglia e rimasero fino al tardo quattrocento. L’Abbazia venne soppressa dal re di Napoli, Gioacchino Murat, nel 1810 ed è stata riaperta al pubblico soltanto nel 1950. I recenti opportuni restauri dal 2002 fino al 2016 hanno restituito ai fedeli e agli studiosi d’arte una realtà veramente affascinante.

Durante la messa il celebrante, don Ciro, ha rivolto un pensiero ed una preghiera in memoria di tutti i carabinieri defunti ed in particolare del maresciallo maggiore, di origine sammarchese, Vincenzo Carlo di Gennaro, medaglia d’oro al valor civile, ucciso di recente mentre era in servizio nella città di Cagnano Varano.

Un lauto pranzo sociale con l’immancabile torta finale del Carabiniere, consumato in amicizia e in allegria presso un ristorante situato sulla strada litoranea che porta a Margherita di Savoia, ha concluso una giornata perfettamente riuscita, nonostante l’inclemenza del tempo.