Il movimento MOLDAUNIA scrive al Presidente del Consiglio e a quello della Repubblica: «Sbloccare boicottaggio referendum»

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Di seguito la lettera a firma del presidente del Movimento “MOLDAUNIA”, Gennaro Amodeo, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quello del Consiglio Giuseppe Conte.

Oggetto: Richiesta di incontro con delegazione del Movimento MOLDAUNIA in merito al boicottaggio del diritto all’autodeterminazione operato in provincia di Foggia.

Facendo seguito alla precedente richiesta dell’08/06/2017, restata purtroppo inevasa, lo scrivente: Ing. Gennaro AMODEO da Foggia, quale Presidente del “Movimento Popolare Progetto MOLDAUNIA”, promotore del passaggio dell’intera provincia di Foggia dalla regione Puglia al Molise, torna a chiederLe un incontro diretto, al fine di sbloccare il boicottaggio che, a livello politico ed istituzionale locale, viene perpetrato ai danni della provincia dauna, tenendo prigioniera in Puglia la sua popolazione (di 630.000 abitanti) da oltre 18 anni di lotta del Movimento innanzi richiamato.

Questo, benché la richiesta referendaria sia supportata da 16 delibere comunali, ivi compresa quella del capoluogo: Foggia, in rappresentanza di oltre il 40% dell’intera popolazione provinciale. Dopo il referendum chiesto dalla provincia di Piacenza, con delibera n.78 del 24/09/2012, ed approvato con DPR 10/12/2012 ed il successivo referendum chiesto dalla provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con delibera n. 11 del 03/05/2018, ed approvato con DPR 09/08/2018, non si spiega come, solo in provincia di Foggia non si riesca ad ottenere alcun riscontro dai rappresentanti istituzionali menzionati in epigrafe a questa missiva.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: “Ma la regione Puglia appartiene ancora al territorio italiano? E se la risposta è <SI’>i suoi abitanti godono ancora dei diritti costituzionali?” Per cui, prima di portare questo vulnus costituzionale all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), il Movimento si rivolge a Lei, quale garante della Costituzione e dei diritti civili in essa contemplati, per chiederLe un possibile incontro, onde documentare la situazione di cui innanzi e trovare, eventualmente, una possibile soluzione per superare l’incubo politico vissuto a Foggia da oltre 18 anni.