Covid, Rifondazione Comunista: «La situazione in provincia di Foggia è al collasso»

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La Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Capitanata esprime forte preoccupazione per la situazione sanitaria nella nostra Regione e, in particolare, nella nostra provincia.

I dati dimostrano che il covid ha colpito violentemente le strutture ospedaliere del nostro territorio a causa delle scelte degli ultimi anni fatte di tagli scellerati alla sanità (riduzione di posti letto, chiusure di ospedali e di punti di primo intervento). Sono stati dirottati fiumi di denaro dalle strutture pubbliche a quelle private convenzionate che, oggi, non sono nemmeno in grado di dare supporto alla sanità pubblica per carenza di personale medico e infermieristico e  mancanza di investimenti in prevenzione.

La situazione in provincia di Foggia è al collasso, sono saltati tutti i protocolli, non si effettuano più i tamponi a chi ha avuto contatti con un positivo, ma gli si intima la quarantena domiciliare. In questo modo, però, il tracciamento va a farsi benedire e il virus galoppa.

Il nostro Emiliano, invece di ammettere i propri fallimenti (fino a poche settimane fa aveva la delega alla Sanità), sposta l’attenzione sulla scuola o sul senso di responsabilità individuale, facendo terrorismo psicologico e ammettendo candidamente che la Puglia, in caso di positività al covid in ambito scolastico, non sarebbe in grado di processare un numero adeguato di tamponi. Attualmente, la percentuale di esiti positivi al tampone in Puglia è quasi del 20% e i numeri della nostra regione non accennano a diminuire.

Chiediamo, come Partito della Rifondazione Comunista, un immediato piano di investimenti in ambito sanitario, assunzioni stabili e durature di personale medico e infermieristico, il ripristino dei presidi territoriali e una corretta formazione per chi è preposto a informare e a contattare i positivi. Inoltre riteniamo essenziale che la rete territoriale/ospedaliera per l’emergenza Covid19 non venga smantellata alla fine della seconda ondata dei contagi, come è avvenuto a maggio, lasciando tutto il territorio pugliese impreparato.