Alleanza in vista tra “l’Amiamo” ed “Evviva Sammarco”?

Print Friendly, PDF & Email

Si mette male per Michele Merla e compagni. O almeno è quello che prospettano i bene informati alla luce di una probabile alleanza tra l’avv. Antonio Turco e l’ex consigliere regionale Napoleone Cera. Difatti, negli ultimi giorni i due gruppi avrebbero intensificato gli incontri in cerca di una sintesi (che vale oltre un terzo dei voti) in grado di mettere d’accordo anche le anime più intransigenti dell’ipotetica coppia formata dai movimenti politici l’Amiamo ed Evviva Sammarco.

A preoccupare non poco il primo cittadino uscente c’è inoltre l’incognita rappresentata da Tiziano Paragone. Il medico, a capo della civica “Bene Comune”, pronto in caso di vittoria ad appendere il camice al chiodo, sta lavorando parecchio per recepire e far proprie le richieste di aiuto che arrivano dalla società civile e dal tessuto produttivo del paese. Dalla sua, anche l’innato carisma e la pacatezza nei modi, il che gli consentirebbe di pescare nel mare dei delusi e dei disaffezionati della politica locale, sempre più ermetica e distante dall’elettorato. Ultimo esempio: le dimissioni del secondo assessore all’Urbanistica avvenute nel silenzio più totale (anche dell’opposizione, ad eccezione di Alessio Villani) e senza alcuna comunicazione ufficiale alla cittadinanza.

Altro turbamento non da poco, se si considera che alle precedenti elezioni Merla fu eletto con soli 100 voti di scarto, è Raffaele Daniele, candidato sindaco della lista di ispirazione leghista “CivilMENTI per San Marco”. In coerenza con quanto detto nei mesi precedenti, Daniele ha preferito rompere le uova nel paniere e non stringere alleanze con le altre forze scese in campo, perché “Il tutti insieme non ci piace. Vogliamo una San Marco diversa dagli ultimi quarant’anni, anche nelle faccende politiche, nel linguaggio e nei rapporti “politichesi”, ha tenuto a sottolineare Daniele in un recente comunicato stampa.

In questo marasma, come si orienteranno quindi i sammarchesi?

La cosa migliore, come suggerito da qualcuno, è (o sarebbe) quella di porsi delle domande, mettendo possibilmente da parte simpatie personali e ideologie politiche: “Negli ultimi anni il paese è diventato più sicuro? È più pulito? Le tasse sono diminuite? La qualità dei servizi è migliorata?  L’economia è cresciuta? E chi oggi si candida ha le competenze necessarie per migliorare il destino di un’intera comunità?”. Lo scopriremo solo dopo la presentazione dei programmi e delle liste elettorali.