Una sorprendente Lucia Ruggieri tra blues, pop e jazz

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La giovanissima interprete di San Marco in Lamis realizza un cd/demo con sei brani dalle sorprendenti versatilità interpretative

Lucia Ruggieri, l’ex bambina prodigio di San Marco in Lamis, (non ancora maggiorenne) è riuscita a realizzare un cd-demo di sei brani che colpiscono per la incredibile capacità di mettere insieme un repertorio di motivi editi di grande spessore musicale. Una sorpresa piacevole. Un lavoro che segna inevitabilmente uno spartiacque col suo passato. Il genere è jazz blues e rappresenta una novità sostanziale nella vita artistica di questa giovane promessa della canzone se non altro per il modo elegante con cui ella sembra impadronirsi di una musica sofisticata, articolata sul fascino del ricamo vocale, senz’altro molto personale. D’altra parte la sua voce, molto espressiva e soprattutto versatile, gli consente di affrontare qualsiasi prova.

Non vi è dubbio che con questo lavoro Lucia si pone al di là del pop tout court di cui finora si è nutrita, peraltro con successo avendo ottenuto buoni risultati e anche alcuni premi sui palcoscenici della provincia. Questo nuovo corso però la spinge oltre la lusinga della canzonetta facile, momentanea, per introdurla in un ambiente nuovo in cui domina un certo tipo di suono, in cui la voce, con i suoi fraseggi e le sue tonalità percettive toccano le corde profonde dell’anima. Insomma nel luogo dove blues, jazz e pop si formano per creare le emozioni che servono alla musica per raggiungere il sublime.

Si tratta di una musica diventata per lei di colpo adulta, (niente più Undici, che ha promosso la lotta al bullismo e, seppure maturato in un contesto diverso, anche Ritmo naturale sembra lontano visto da qui), con la quale interagisce alla pari e che nasce su nuove basi più mature, convincente, che possiede tutte le caratteristiche per rivelarsi un progetto vincente e definitivo.

I sei brani proposti vanno in questa direzione. Nell’elenco vi compare persino la cover di un classico di Peggy Lee (Why don’t you do right), che la brava cantante americana incise a New York durante l’ultimo conflitto mondiale (con Benny Goodman!) che Lucia le fornisce la giusta interpretazione. Come pure la magistrale interpretazione di I put a spell on you di Screamin’ Jay Hawkins, brano senza tempo che noi abbiamo mandato a memoria attraverso le varie riletture (sublime la versione di Nina Simone) che si sono succedute e che Lucia Ruggieri ci offre in una versione notturna, persino emozionante.

Non mancano standard meno lontani come Fallin’ di Alice Keys, titolo uscito nel 2001 o il pop jazz di Beth Hart (presente con due brani posti in coda, – Love is a lie e I’ll tane care of you – probabilmente la cantante di cui Lucia sente più vicina a sé) e, dulcis in fundo, il brano d’apertura forse quello più noto e meglio sentito sottopelle, Always Watching You della nostra brava cantante napoletana Simona Molinari, dove Lucia Ruggieri ci regala una interpretazione dalle tonalità raffinate ed esclusive.

Una bella rivelazione, forse inaspettata ma che spinge giocoforza di sicuro la giovanissima Lucia in fuga verso altri traguardi futuri senz’altro più sicuri e gratificanti.     

Luigi Ciavarella