Antonio Stilla sul tetto d’Abruzzo, il cestista sammarchese conquista la Serie C con l’Azzurra Basket Lanciano
L’impresa dopo una stagione da record che parla di una cavalcata trionfale chiusa con 32 vittorie e una sola sconfitta. Il giocatore garganico, in campo da oltre 25 anni, è stato tra i protagonisti della decisiva finale playoff, dimostrando come lo sport sia una straordinaria palestra di vita e di resilienza.
Ci sono vittorie che non sono mai frutto del caso, ma il risultato esatto di sacrifici, scelte coraggiose e una passione incrollabile. È la storia di Antonio Stilla, talentuoso cestista originario di San Marco in Lamis, che ha da poco firmato una memorabile impresa nel basket abruzzese, festeggiando la promozione in Serie C con la maglia dell’Azzurra Basket Lanciano.
Quella appena andata agli archivi è stata una stagione sportiva che definire “straordinaria” è quasi riduttivo. La compagine frentana ha letteralmente dominato il campionato di Serie D, chiudendo con un impressionante ruolino di marcia di 32 vittorie e una sola sconfitta.
Dopo una regular season immacolata, archiviata con 26 successi su 26 partite disputate, la squadra ha continuato a macinare gioco e risultati anche nel post-season. Ai quarti di finale dei playoff è arrivato il 2-0 contro Giulianova, seguito dal 2-1 in semifinale contro l’ostico Campli. Poi, l’atto conclusivo: la finalissima vinta con un secco 2-0 ai danni del Nereto Basket.
L’ultima e decisiva gara 2, disputata sul campo neutro di Alba Adriatica (scelto per motivi di ordine pubblico) davanti a oltre 150 calorosissimi tifosi lancianesi, ha regalato emozioni da categoria superiore. Come raccontato anche dalle cronache televisive locali, si è trattato di un match vibrante, risolto sul filo di lana con il punteggio di 80 a 79.
Nei minuti finali, nel pieno del disperato tentativo di rimonta del Nereto, è emersa proprio la leadership di Antonio Stilla che, insieme a veterani del roster come Carlo Muffa e Andrea Italiano, ha garantito la lucidità per l’allungo decisivo.
Una vittoria di squadra, orchestrata da coach Benedetto Salomone, capace di plasmare un gruppo compatto in cui la freschezza dei giovani locali si è fusa alla perfezione con l’esperienza dei più grandi, uniti dal primo giorno dall’unico obiettivo di vincere.
Per Stilla, che calca i parquet da oltre 25 anni, si tratta dell’ennesima consacrazione. È infatti la sua quinta finale disputata negli ultimi sei anni vissuti a cavallo tra Abruzzo e Marche: un bilancio che parla di tre successi (incluso un altro campionato vinto nelle Marche con gli Storm Ubique Basket di Ascoli Piceno) e due sconfitte.
E sono state proprio quelle due finali perse a forgiare il carattere del giocatore, spingendolo a una profonda riflessione che lui stesso ha voluto condividere apertamente sul suo profilo professionale LinkedIn.
Sottolineando come gli ostacoli non siano fallimenti ma “dati da analizzare” per il miglioramento continuo, il cestista sammarchese ha raccontato la scelta di abbandonare le proprie certezze per rimettersi in gioco.
Dopo tre anni vissuti da capitano in un’altra società, Stilla ha infatti deciso di uscire dalla propria “comfort zone”, cambiando squadra e città di allenamento per ritrovare gli stimoli giusti. Una scommessa vinta su tutta la linea. “La fiducia nel compagno, il coraggio di cambiare contesto e la resilienza sono asset strategici tanto nello sport quanto nel mondo del business”, ha evidenziato, tracciando un perfetto parallelo tra le dinamiche di un team sportivo vincente e quelle di un’azienda di successo.
Un percorso umano prima ancora che agonistico, iniziato tanto tempo fa sul Gargano. I primi tiri a canestro li ha tentati con la Pier Giorgio Frassati Basket a San Giovanni Rotondo, per poi passare, appena diciassettenne, alla Libertas Basket Foggia. Le successive scelte legate all’università, al lavoro e alla costruzione della famiglia lo hanno portato lontano dalla Capitanata, ma senza mai fargli abbandonare la palla a spicchi e l’affetto per la sua terra natìa.
E a proposito di famiglia, non poteva mancare il pensiero più dolce. Dietro ogni grande traguardo c’è sempre un ecosistema di affetti che lo rende possibile: Antonio (nella foto-copertina) ha voluto dedicare questa storica promozione a sua moglie Francesca, l’unica vera costante in grado di trasformare la quotidianità in una vita piena di significato.
Al suo fianco sia per raccogliere i cocci delle sconfitte passate, sia per esultare alzando una coppa al cielo. Perché, come ricorda bene la sua storia, si impara a vincere sul campo, ma si vince prima di tutto nella vita.
San Marco in Lamis non può che essere fiera di questo suo talento, portatore di valori sani che vanno ben oltre un canestro segnato sulla sirena.



