Chiusura laboratorio analisi, il Consiglio comunale dice NO e chiede “radicale ripensamento del progetto”

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Approvato all’unanimità il primo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale odierno sul mantenimento del laboratorio di analisi presso il PTA “Umberto I” di San Marco in Lamis.

L’accapo, richiesto dalle opposizioni, è stato fatto proprio e ampliato dalla maggioranza guidata dal Sindaco Michele Merla. Il primo cittadino non ci sta a passare per “remissivo e silente” e rivendica la sua posizione già esternata a L’Attacco: «Crediamo che i laboratori di Analisi dei presidi di montagna abbiano un valore importante. Noi dovremmo portare il nostro sangue a Foggia, a 37 km, la strada è complicata, le temperature sono diverse. Qui riceviamo quasi tutte le analisi del Gargano, non vogliamo fare forzature ma proporre il problema. Cerchiamo di capire – ha aggiunto – se ci sono alternative, anche perché le strumentazioni sono all’avanguardia e il problema deve essere valutato. Prima di chiudere bisogna essere consapevoli di quello che potrebbe accadere”. Questione sottoposta anche a Emiliano e al Consigliere regionale Paolo Campo.

Numerose le preoccupazioni emerse oggi e riportate nel documento: notevole aumento dei costi per la gestione del trasporto del materiale biologico da sottoporre ad analisi. Aumento dei tempi di refertazione e difficoltà ad effettuare gli esami entro 4 ore dal prelievo, nel rispetto delle linee regionali. Vi sarà un forte degrado del servizio al cittadino che, al contrario di quanto avviene oggi, dovrà aspettare la spedizione del materiale con relativo rischio di deterioramento e perdita, accettazione da parte del laboratorio Hub, elaborazione, refertazione e ritorno del referto. Inoltre, la scelta di declassare il laboratorio di Analisi di San Marco in Lamis appare in netta contraddizione con le finalità e gli obiettivi strategici del PTA, rischiando addirittura di comprometterne il loro raggiungimento, con evidenti ricadute negative sull’intera popolazione e sul personale sanitario.

Per questo e per tanti altri motivi (vedi allegato) il Consiglio comunale, oltre a esprimere il proprio dissenso, ha impegnato il Sindaco, la Giunta e tutte le forze politiche di ogni schieramento affinché sia mantenuta la qualificazione di Laboratorio di Analisi che, in ragione delle proprie caratteristiche organizzative, produttive e tecnologiche, nonché delle caratteristiche geomorfologiche del territorio e dell’utenza servita, non può assolutamente essere trasformato in un semplice Centro Prelievi Territoriale.

Previsti, inoltre, una serie di incontri con altri comuni del territorio per discutere sull’argomento, al fine di chiedere un radicale ripensamento del progetto in questione ed assumere decisioni comuni.